1960-2010 - Cinquant’anni di tennis tra evoluzione e rivoluzioni (puntata #5: gli anni ‘00)

Nadal e Federer, i principali protagonisti degli anni duemila

Un match, che vale la pena gustare nella sua interezza, segna il passaggio di consegne tra Sampras e Federer: è il 2001 e a Wimbledon si gioca il quarto turno.
Guardate che cosa succede nell’unico incontro ufficiale mai disputato tra Pistol Pete e sua maestà Roger:

Se Federer è il nuovo Sampras, chi sarà il nuovo Agassi? Senza considerare il fatto che l’intramontabile kid di Las Vegas giocherà – ad altissimo livello – fino al 2006 (!), bisognerà aspettare la fine dei brevi interregni di Kuerten, Safin, Hewitt, Ferrero e Roddick per veder spuntare la stella di un giovane maiorchino, Rafael Nadal, capace di rifilare, sul cemento di Miami, un duplice 6-3 al giocatore svizzero.
È l’inizio della rivalità più straordinaria del decennio, e una delle più emozionanti della storia del tennis (che non ci ha lasciato indifferenti, tra pro e contro).

Federer nuovo Sampras, dunque, e Nadal nuovo Agassi? Sì e no.
Federer si dimostrerà, secondo molti, ancora più forte, completo e solido dell’americano di origine greca – ed è, a mio modestissimo parere, ancora più bello, lineare ed essenziale rispetto a Pistol Pete.
Nadal non negherà mai la sua preferenza accordata alla terra rossa piuttosto che al cemento: pur meno talentuoso di Agassi (si parla in ogni caso di livelli siderali di qualità tennistica…), si confermerà giocatore più completo del campione del Nevada.
Più abile nel gioco di volo, più capace di variare le rotazioni, più adattabile a tutte le superfici (anche qui: si parla pur sempre di due giocatori che hanno vinto il career Slam…).

Che cosa manca, ancora, al tennis degli anni ‘00? Un terzo campionissimo: ed ecco che il serbo Novak Djokovic accontenta tutti gli appassionati. Da decenni non si vedevano tre giocatori di questo livello calcare i campi tutti insieme.
Verso la fine degli anni ’00 si aggiungerà anche Andy Murray, vero e proprio quarto moschettiere, a completare la scena. Mai, nella storia del tennis, si era vista una simile qualità.

Dal punto di vista dell’evoluzione delle racchette, gli anni ‘00 vedono accelerare il progresso di materiali e tecnologia; al contrario si interrompe la corsa alla sempre maggiore superficie dei piatti corde: il gioco di pura regolarità non paga più e i racchettoni alla Chang sono relegati per sempre nel dimenticatoio del modernariato.

Il rovescio bimane ha ormai praticamente soppiantato il rovescio classico a una mano. L’unico giocatore di altissimo livello a colpire a una mano dalla parte sinistra del corpo è rimasto, alla fine del decennio, appunto Roger Federer.
Ed è anche, all’inizio degli anni ’10, l’ultimo giocatore dal rovescio a una mano ad aver vinto uno slam (prima di lui l’ultimo era stato Gaston Gaudio a Parigi; dopo di lui l’altro elvetico Wawrinka trionferà in Australia (2014).

Andrea Donna
@AndreaDonna

 

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